LA MELATONINA, IL PRODIGIOSO ORMONE

Da tempo se ne parla come una panacea per tanti mali. In effetti sono numerosi gli studi e le ricerche che hanno dimostrato come la melatonina sia efficace o, comunque, possa avere effetti positivi sul sistema immunitario, sui processi fisiologici come il ritmo sonno-veglia, sulla protezione delle mucose. Ma un'altra funzione è quella di essere un potente antiossidante: infatti, contro i radicali liberi, in particolare i Ros, le specie reattive all'ossigeno che sono le più diffuse, la melatonina sembra essere più attiva delle vitamine E, A e C.

Ma attenzione, vi sono alcune condizioni che ostacolano la sua sintesi. Quando una persona dorme al buio il cervello, e più esattamente l'epifisi, produce naturalmente la melatonina.  È un ormone, derivato di un aminoacido essenziale, il triptotano, che viene sintetizzato, appunto, di notte e la sua concentrazione nel sangue diminuisce con la luce. Il picco, dunque, si verifica nelle ore notturne centrali mentre, col nascere del giorno, la secrezione diminuisce.

La melatonina si trova, comunque, in alte concentrazioni anche in prodotti vegetali. Ad esempio, nelle piante utilizzate nella medicina tradizionale cinese, in particolare per ritardare l'invecchiamento.

Ma anche in alimenti che consumiamo quotidianamente: dalle ciliegie ai pomodori, zenzero, mais, riso, orzo e avena. Quantitativi apprezzabili sono stati riscontrati anche in molti semi, nell'uva di diverse cultivar e in vini spagnoli e italiani, più nei rossi che nei bianchi.

Lo studio che ha attestato la presenza di melatonina nell'olio extravergine di oliva più che in altri, dimostra ancora una volta la validità della dieta mediterranea. E rende ancor più interessanti gli abbinamenti che si possono fare per potenziare ulteriormente la disponibilità di questo ormone: cosa c'è di meglio dell'extravergine per condire insalate, pomodori e cereali?

 

Salute-Ricerca -D.U. - Olivo e Olio settembre 2015

 

L’OLIO DI OLIVA NEMICO DEL DIABETE (E DEL COLESTEROLO)

 di Alex Saragosa

 Il diabete di tipo 2 è una delle malattie croniche più diffuse al mondo. Colpisce quasi 350 milioni di persone ed è quella che pesa di più sui sistemi sanitari: 800 miliardi spesi globalmente, di cui circa otto solo in Italia per curare i nostri 4,5 milioni di diabetici. La patologia, che interessa soprattutto gli anziani, consiste in un progressivo degrado del pancreas, costretto a produrre sempre più insulina (ormone che promuove l'assorbimento di zucchero nel sangue da parte dei tessuti dell'organismo), a causa di una crescente resistenza del corpo all'azione dell'insulina stessa.

 

Oggi però sembra che, contro il diabete, si sia trovata un'arma potente: non in farmacia, ma nella dispensa. L'olio di oliva extravergine avrebbe infatti lo stesso effetto degli antidiabetici più recenti. Lo dice una ricerca condotta da Francesco Violi, docente di Medicina interna all'Università La Sapienza di Roma.

«Tutto parte da uno studio condotto nel 2014 da colleghi spagnoli che, facendo seguire una dieta mediterranea ricca in olio di oliva extravergine a degli anziani, hanno rilevato come questi sviluppassero i sintomi del diabete il 30 per cento meno di un gruppo di controllo che seguiva una dieta diversa» spiega Violi. «Ma la ragione di questa differenza non era chiara». Per capirla Viola e colleghi hanno deciso di somministrare a un gruppo di 25 volontari l0 grammi di olio extravergine di oliva o la stessa quantità di olio di soia o nessun olio, misurando poi la loro glicemia e altri parametri metabolici, prima e due ore dopo il pasto. «I risultati sono stati eclatanti: chi aveva assunto l'olio d'oliva vedeva la glicemia dopo il pranzo alzarsi del 20 per cento in meno rispetto ai gruppi di controllo. Questo calo della glicemia è paragonabile a quello che si ottiene con le incretine, ormoni intestinali usati oggi come farmaci di punta per rallentare la progressione del diabete». Tenere basso il livello di glicemia è fondamentale perché, se questo parametro è troppo alto, il pancreas si sforza di produrre più insulina e si logora fino a smettere di funzionare, esponendo la persona ai danni del diabete conclamato e costringendola a ricorrere alle iniezioni di insulina.«Gli effetti benefici dell'olio extravergine non si fermano al controllo della glicemia. Su suggerimento di miei colleghi abbiamo verificato anche se l'olio extravergine influisse sul livello di colesterolo. E anche questo parametro calava in chi aveva assunto l'olio extravergine, ma non negli altri. Com'è noto l'eccesso di colesterolo nel sangue è uno dei maggiori fattori di rischio per le malattie cardiovascolari.Questi effetti dell'olio d'oliva, uniti a quelli degli antiossidanti di cui sono ricchi frutta e verdura, potrebbero spiegare molto della capacità protettiva della dieta mediterranea sulla salute».Assumere due cucchiai di olio di oliva extravergine a pasto, nel quadro di una dieta sana e bilanciata, quindi può aiutare a evitare il diabete. Ma l'effetto positivo si manifesta anche in chi è già a rischio di ammalarsi? «Lo abbiamo appena verificato, ripetendo l'esperimento su un piccolo gruppo di persone con glicemia alta, e quindi diabete latente» dice Violi.«Non abbiamo ancora pubblicato lo studio, quindi non posso scendere nei dettagli, ma posso anticipare che i risultati sono molto, molto incoraggianti».

 

Articolo pubblicato su Repubblica il 21 agosto 2015

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