SULLE TRACCE DEL GATTOPARDO

Associazione Culturale


Un museo diffuso si sviluppa su tutto il territorio armonizzando le varie proposte, -artistiche, etniche, antropologiche, ecc.-, attraverso un unico percorso. Attraverso tale percorso emerge l'identità e la vocazione di un luogo e della sua gente. Nel tempo Ficarra, grazie alle Aministrazioni che si sono succedute, all'attivismo delle Associazioni Culturali e all'amore della propria gente ha costruito una rete museale che da sempre attrae turisti, studiosi, studenti e appassionati.


Museo della fiaba

"Le mille e una notte"

(Palazzo Busacca)

Allestimento artistico ispirato alla nota fiaba “Le mille e una notte”. Uno straordinario villaggio delle marionette con annesso laboratorio didattico per la costruzione di manufatti. Le opere esposte sono state realizzate negli anni ottanta dal maestro Gianpistone, coadiuvato da un nutrito gruppo di giovani diversamente abili ed esposte per la prima volta in occasione del “Festival dei due mondi ” di Spoleto.

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Museo dei

"Giochi e del giocattolo medioevale"

(Fortezza carceraria)

Museo dei giochi di Alfonzo X e laboratorio didattico dei giochi medioevali. Scacchiere, giochi di corte e giochi di strada riportano il visitatore alle origini dei giochi del Medioevo, stimolano la fantasia per un viaggio a ritroso nel tempo. Ubicato in sette ambienti dell’antica fortezza carceraria, costituisce uno spaccato unico dell’epoca a memoria della nobildonna e condottiera Macalda Scaletta Baronessa di Ficarra.

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Museo

"La stanza della seta"

(Palazzo Milio)

Collezione di opere d’arte contemporanea e spazio dedicato alle residenze d’artista. Collegato alla Stanza della seta si snoda un percorso urbano composto da 4 vetrine espositive visitabili anche di notte. Gli artisti in residenza realizzano produzioni in contaminazione con il contesto culturale. La stanza della seta è un luogo letterario che ricostruisce un ambiente dedicato al grande poeta Lucio Piccolo di Calanovella.

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Museo dell'arenaria e degli scalpellini

"Magistri Lapidum"

(Convento dei cento archi)

Già cinque secoli fa gli “scalpellini” di Ficarra realizzavano manufatti lapidei intagliati nelle più importanti fabbriche di edifici ecclesiastici rinascimentali e barocchi in Sicilia, una vera e propria scuola. Arricchito da supporti didattici esplicativi è un museo a cielo aperto ubicato in un complesso monastico fondato dai Cistercensi e ampliato dai Frati Minori Osservanti nel '500. Organizzato in più sezioni, la struttura è dotata di laboratorio didattico attrezzato per la lavorazione della pietra locale e l’organizzazione di simposi di scultura.

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Museo

"La ceramica d'uso in Sicilia"

(B&B Comunale "Tomasi di Lampedusa")

L’immobile si trova di fronte alla casa dove soggiornò Giuseppe Tomasi di Lampedusa e a piano terra ospita una collezione delle ceramiche di uso comune in terra di Sicilia. Un occhio attento a quella ceramica utilizzata nella vita quotidiana e spesso dimenticata o sottovalutata dai grandi musei, con una sezione dedicata alla ceramica impiegata nelle costruzioni di edilizia storica.

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Museo

"La casa del baco da seta"

(Piazza Umberto I)

A Ficarra, come in tutta l’area dei Nebrodi, la coltivazione del baco è stata una risorsa per molti secoli. Il ciclo del baco da seta e la tecnica di lavorazione al telaio si possono ammirare nella struttura che ospita la ricostruzione di un ambiente tipico d’epoca ottocentesca. Dal mese aprile al mese di settembre è possibile vedere la metamorfosi del baco vivo nelle varie fasi.

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Museo

"I luoghi del Gattopardo"

(Territorio urbano di Ficarra)

Il soggiorno a Ficarra dello scrittore Giuseppe Tomasi di Lampedusa, ospitato dai cugini Piccolo di Calanovella nel 1943, ha lascito nella memoria e nel celebre romanzo tracce indelebili tali che recenti studi sul tema indicano Ficarra come luogo del Gattopardo. Oggi è possibile ripercorrere quei luoghi e immaginarne i personaggi attraverso un itinerario ricco e inaspettato.

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Museo

"Museo didattico dell'oliva Minuta"

(Palazzo Macalda Scaletta)

Un museo dedicato alla tutela, alla valorizzazione e al recupero della memoria (in chiave di riscoperta), dell’antica tradizione olearia locale. Si tratta di un percorso che, attraverso il restauro e la "musealizzazione" di un vecchio frantoio per la molitura a freddo, ci restituisce il mondo dell’olivicoltura e della produzione olearia del territorio. All’interno del museo si trovano gli antichi macchinari, una raccolta di reperti di valore e interesse storico-scientifico ed etno-antropologico e un laboratorio didattico attrezzato per ripercorrere l’intero processo della produzione dell’olio di oliva.

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